Avezzano, annullato decreto ingiuntivo da oltre 100mila euro: la banca dovrà rimborsare 14.500 euro di spese di lite

Avezzano – Il Tribunale di Avezzano ha accolto l’opposizione presentata da un cittadino-consumatore contro un decreto ingiuntivo ottenuto da un istituto di credito per oltre 98.000 euro, annullando l’esecuzione e dichiarando la decadenza della pretesa creditoria. All’uomo, fideiussore a garanzia dei debiti contratti dalla moglie imprenditrice, è stato inoltre riconosciuto il rimborso delle spese di lite, pari a 14.500 euro.

Annullato decreto ingiuntivo da oltre 100mila euro

La vicenda

La banca aveva ottenuto un decreto ingiuntivo nei confronti del garante sulla base di due fideiussioni omnibus sottoscritte a favore della coniuge, titolare di un’attività commerciale in difficoltà a causa della crisi economica. Dopo la sospensione dell’esecuzione, il giudice monocratico ha revocato il decreto ingiuntivo, entrando nel merito della questione.

Il Tribunale ha riconosciuto al fideiussore la qualifica di consumatore, in quanto non legato da rapporti professionali diretti con l’impresa garantita. Pertanto, è stata ritenuta pienamente applicabile la normativa di tutela prevista dal Codice del Consumo e dalla disciplina comunitaria.

Le clausole ABI dichiarate nulle

Particolare rilievo è stato attribuito alle clausole inserite nei contratti di fideiussione, ritenute conformi allo schema ABI già dichiarato illegittimo dalla Banca d’Italia con il provvedimento n. 55 del 2005. In particolare, sono state giudicate nulle le clausole sulla reviviscenza, la rinuncia ai termini ex art. 1957 c.c. e la sopravvenienza.

Il Tribunale ha infatti sottolineato che una delle fideiussioni era stata firmata nel 2005, in pieno periodo di validità del provvedimento dell’Autorità, mentre l’altra, sebbene successiva, rientrava comunque nella prassi anticoncorrenziale consolidata dagli istituti aderenti all’ABI.

I termini non rispettati dalla banca

Un ulteriore aspetto decisivo riguarda la tempistica: la revoca dei rapporti con la debitrice principale risaliva al 2012, mentre il decreto ingiuntivo era stato richiesto soltanto nel 2014, con il pignoramento eseguito addirittura nel 2021. Un lasso di tempo che, secondo il giudice, ha reso intempestiva l’azione, in violazione del termine perentorio previsto dall’art. 1957 c.c.

La decisione

Sulla base di tali valutazioni, il Tribunale di Avezzano ha dichiarato la decadenza della banca dal diritto di esigere oltre 100.000 euro, revocando il decreto ingiuntivo e condannando l’istituto al rimborso delle spese processuali in favore del fideiussore opponente, per un totale di 14.500 euro oltre accessori di legge.

Una sentenza significativa

La decisione si inserisce in un orientamento giurisprudenziale sempre più attento alla tutela dei consumatori e alla corretta applicazione delle normative antitrust e di protezione. Un segnale importante che potrebbe incidere in numerose controversie analoghe, dove la sproporzione tra potere bancario e tutela dei cittadini rischia spesso di penalizzare i più deboli.

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