Sentenza sulla cessione dei crediti: la Corte d’Appello di Bologna detta un principio fondamentale

La Corte d’Appello di Bologna ha emesso una decisione destinata a fare giurisprudenza in materia di cessione dei crediti, accogliendo l’eccezione sollevata da un debitore nei confronti di una società di recupero.

Secondo i giudici, la semplice pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della cessione in blocco dei crediti non è sufficiente a provare la titolarità del credito azionato.

Sentenza su cessione crediti: Corte d’Appello detta un principio fondamentale

I principi stabiliti dalla sentenza

La Corte ha chiarito che l’avviso pubblicato ai sensi dell’art. 58 T.U.B. può valere come notifica ai debitori ceduti – evitando quindi che un pagamento effettuato al cedente sia liberatorio – ma non basta a dimostrare che un determinato credito faccia effettivamente parte del portafoglio ceduto.

Per dimostrare la legittimazione ad agire occorrono invece documenti puntuali e circostanziati, capaci di identificare in modo certo il credito contestato. Estratti generici o liste prive di data certa non hanno valore probatorio.

Un argine agli abusi nel recupero crediti

Questa interpretazione rafforza la tutela dei cittadini, spesso raggiunti da richieste di pagamento provenienti da società di cartolarizzazione e recupero che non forniscono prove adeguate della titolarità del credito.

Il principio sancito a Bologna potrebbe avere ripercussioni anche in altre sedi giudiziarie, spingendo i tribunali ad applicare maggiore rigore nella verifica della documentazione prodotta dalle società creditrici.

L’appello a Catania e alla Sicilia

In Sicilia, in particolare a Catania, sono state segnalate nel tempo operazioni di cessione crediti poco trasparenti. Da più parti arriva l’invito affinché i tribunali siciliani seguano l’esempio della Corte d’Appello di Bologna, vigilando con attenzione su eventuali anomalie.

Non a caso, sono stati già inoltrati esposti alle autorità competenti, con la richiesta di indagini approfondite, anche in collaborazione con la Procura di Messina.

Cosa devono fare i cittadini

Il messaggio rivolto ai debitori è chiaro: nessun pagamento deve essere effettuato senza la certezza che il soggetto che lo richiede sia davvero titolare del credito. Chi riceve atti da presunti cessionari dovrebbe sempre controllare con attenzione la documentazione ricevuta e, in caso di dubbi, rivolgersi a un legale o a strutture specializzate in tutela dei consumatori.

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