Multe già pagate ma scattano ingiunzioni e pignoramenti: a Brindisi esplode il caso delle cartelle pazze

Un errore che può costare caro: cittadini nel mirino nonostante i pagamenti regolari
A Brindisi sta emergendo una situazione a dir poco paradossale: cittadini che hanno pagato regolarmente le multe per infrazioni stradali si ritrovano ugualmente destinatari di ingiunzioni di pagamento o, in casi estremi, di atti di pignoramento. Il tutto per un disguido burocratico che ha generato non solo disagi, ma anche danni economici e psicologici ai contribuenti.
Il tema è stato discusso nella Commissione consiliare Bilancio, su sollecitazione dei consiglieri Michelangelo Greco e Pasquale Luperti, che hanno chiesto chiarimenti in merito ad alcuni episodi specifici. L’assessore al Bilancio, Caterina Cozzolino, e i responsabili dell’economato comunale e della Polizia Locale hanno fornito spiegazioni, che però non bastano a rassicurare i cittadini coinvolti.
Il caso emblematico: pignoramento su una multa saldata
Uno dei casi più eclatanti è quello di un cittadino che ha ricevuto un atto di pignoramento per una multa notificata nel 2019, regolarmente pagata pochi giorni dopo la notifica. Nonostante la Polizia Locale di Brindisi avesse chiesto l’annullamento dell’ingiunzione, la società di riscossione Creset, incaricata dal Comune, ha proceduto comunque.
Questo episodio ha fatto emergere un malfunzionamento più ampio nella catena amministrativa: Creset avrebbe continuato ad agire senza tenere conto delle segnalazioni di annullamento inviate dagli uffici comunali, con il risultato che i cittadini finiscono vittime di una macchina amministrativa poco coordinata.
Centinaia di errori e un solo dipendente per gestirli
Durante la commissione, è stato reso noto che il Nucleo contravvenzioni della Polizia Locale ha gestito tra 700 e 800 richieste di rettifica o annullamento negli ultimi mesi. Le domande, tuttavia, vengono trasmesse a Creset, dove una sola persona si occupa della gestione di tutte queste pratiche, oltre ad altri tributi.
È quindi evidente che l’attuale sistema di gestione non è sostenibile: l’alto numero di pratiche e il personale insufficiente portano inevitabilmente a errori e ritardi, con conseguenze pesanti per chi ha già adempiuto ai propri obblighi.
Multe pagate con PagoPA: occhio alle ricevute
Un altro nodo critico è rappresentato dai pagamenti tramite PagoPA. In diversi casi, è emerso che il pagamento non è andato effettivamente a buon fine, anche se al cittadino sembra tutto regolare. Questo può accadere, ad esempio, se non si riceve la mail di conferma o se l’addebito non compare sul conto.
È quindi fondamentale verificare sempre l’effettivo addebito bancario e conservare ogni documentazione relativa al pagamento, soprattutto se effettuato tramite canali digitali.
Mevoli: “Il Comune non può permettersi errori”
Il presidente della commissione Bilancio, Cesare Mevoli, ha sottolineato la gravità del fenomeno: “Anche se parliamo di una percentuale minima rispetto al totale delle sanzioni, non ci possiamo permettere neppure un errore. Il Comune è un erogatore di servizi e deve garantire il massimo rigore nelle procedure”.
Tuttavia, Mevoli ha anche ammesso che il problema potrebbe essere più ampio di quanto emerso ufficialmente, e ha invitato gli uffici a potenziare le verifiche e a migliorare la comunicazione tra enti e concessionari del servizio.
Conclusione: serve trasparenza e responsabilità
L’intera vicenda delle cartelle pazze a Brindisi rivela una crisi di efficienza e comunicazione nella macchina amministrativa. Errori procedurali, gestioni esternalizzate poco controllate e sistemi digitali fallaci stanno compromettendo la fiducia dei cittadini.
In un contesto dove il pagamento delle multe rappresenta un dovere civico, è inaccettabile che chi ha pagato si ritrovi a subire sanzioni ulteriori. Serve più trasparenza, più personale dedicato e, soprattutto, un sistema informatico che dialoghi efficacemente tra gli attori coinvolti.
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