Tribunale di Lecce: revocato decreto ingiuntivo da 30mila euro per mancanza di prove sulla cessione del credito
LECCE – Una recente sentenza del Tribunale di Lecce ha ribadito con forza un principio fondamentale: nelle operazioni di cessione in blocco dei crediti, la società che rivendica la somma deve fornire prove chiare e specifiche della propria legittimazione.

Con sentenza depositata il 15 luglio 2025, il Giudice Onorario Avvocata Marilena Caroppo ha accolto integralmente l’opposizione presentata dalla parte debitrice, revocando un decreto ingiuntivo da 30mila euro richiesto da una società di recupero crediti e condannando quest’ultima alle spese processuali.
Il cuore della controversia
La vicenda nasce nell’ambito di un’operazione di cartolarizzazione prevista dall’art. 58 del Testo Unico Bancario (D.Lgs. 385/1993). La società cessionaria sosteneva di essere titolare di un credito originariamente appartenente a un istituto diverso, ma non è riuscita a dimostrare:
- l’effettiva inclusione di quel credito nel blocco ceduto;
- l’esistenza di un valido contratto di cessione.
Secondo il Tribunale, un generico richiamo a un’operazione di cartolarizzazione non basta. È necessario produrre documentazione precisa e circostanziata che dimostri l’effettivo trasferimento del credito contestato.
Un principio confermato dalla Cassazione
La decisione si inserisce in un orientamento consolidato della Corte di Cassazione (tra cui l’ordinanza n. 3405/2024), secondo cui la legittimazione della società cessionaria deve essere sempre provata in modo puntuale.
In assenza di tale prova, il decreto ingiuntivo non può essere confermato. In questo caso, infatti, il Giudice ha ritenuto che non vi fossero elementi sufficienti per giustificare la pretesa della società, portando alla completa revoca del provvedimento.
Un segnale forte a tutela dei cittadini
Questa pronuncia non si limita a risolvere un singolo contenzioso, ma riafferma un principio di civiltà giuridica: nessuno può essere chiamato a pagare un debito se chi lo reclama non dimostra, in modo chiaro e trasparente, di esserne effettivamente titolare.
In un contesto in cui le cessioni di crediti avvengono spesso su larga scala e con modalità poco trasparenti, questa sentenza ricorda agli operatori finanziari che il rispetto delle regole probatorie non è facoltativo.
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